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ULTIMI SUCCESSI DI FINE STAGIONE
Inserito il 25 novembre 2009 alle 19:36:00 da Redazione Minerva. IT - Triathlon News

ULTIMI SUCCESSI DI FINE STAGIONE




Con le gare di Candia, Finale di Coppa Italia, e di Santa Marinella, Finale della Coppa Triathlon Lazio, si è ufficialmente conclusa la stagione 2009. Tante competizioni per tanti successi della Minerva Roma, tanti sforzi per raggiungere i luoghi di gara, sempre distanti , ripagati però dalle tante vittorie.

Non si può dire ci aspettassimo di più, o forse sì. Siamo rimasti con l’amaro in bocca e se avrete pazienza di leggere la news scoprirete perché.

COPPA ITALIA - CANDIA

Cominciando dalla bella Finale di Coppa Italia svoltasi a Candia (TO) ecco un breve resoconto di come sono andate le cose. Arriviamo agguerriti più che mai, gli atleti non sono molti come è solito per la Minerva: chi non è preparato, chi si è sentito male all’ultimo minuto, chi ha studiato tutto l’anno per la maturità… ma non fa niente. Quelli presenti sono pronti per raccogliere i successi meritati. La classifica provvisoria ci presenta già in testa nei Cadetti e in buona posizione nelle altre categorie, grazie ai risultati conseguiti sul campo nel corso delle prove di Coppa precedenti.
I nostri portacolori si difendono bene, rientrano i due Ciuti con buone prestazioni e spicca, tra tutti, il quinto posto di Costanza Martella al suo primo anno di triathlon e già inserita di diritto nella rosa della nazionale giovanile.




Disastro invece per Riccardo Salvino e per Delian Stateff, i nostri due cadetti candidati alla vittoria della ambitissima Coppa.
Resta solo da decidere chi dei due sarà primo e chi secondo, così almeno dicono le classifiche e così si delinea l'andamento di gara. Escono primi e appaiati dal nuoto con un buon distacco dal terzo, vanno via in bici incrementando il distacco sugli inseguitori con un tempo addirittura migliore di quello riportato dai più grandi Allievi, tutto come da copione fino al "PATATRAC".
Un atleta del Bellinzago spinto dal gruppetto di rincalzo in cui si trova, perde il controllo in curva e fa "STRIKE".




Prende in pieno i nostri due cadetti in fuga a un passo dalla vittoria giunti ormai agli ultimi metri della frazione di ciclismo con un distacco incolmabile. SGOMENTO. In attesa al cambio in T2, i tecnici per incitare e dare i distacchi, i compagni e i genitori pronti a fare tifo, il Presidente foto-reporter con la sua digitale in stand-by per immortalare il salto dalla bici che porterà i due campioncini al successo. E INVECE? Scende primo dalla bici in testa Lanzinger seguito a breve distanza da Steinwandter che comanda il gruppetto dei sei inseguitori.






E RICCARDO E DELIAN? Spariti .... si saranno toccati e saranno caduti .... forse hanno bucato .... INCERTEZZA .... fino alle voci di campo che avvertono di un incidente sul percorso. PANICO! Partono i mezzi di soccorso mentre la gara continua. Per non farla lunga, Delian spacca la bici nuova con ingenti danni e si rompe un dito oltre alle contusioni e abrasioni, Riccardo danneggia la bici e ritorna acciaccato in uno stato confusionale, il ragazzo del Bellinzago fortunatamente non si fa nulla ma anche lui spacca la bici riportando danni notevoli. Si corre al Pronto Soccorso e intorno a mezzanotte, fortunatamente senza esiti irreparabili, i ragazzi tornano all'hotel. AMAREZZA. Perdono la Finale anche se comunque arrivano secondo e terzo nella Coppa Italia, perdono la possibilità di rappresentare il Lazio nella Coppa delle Regioni del giorno dopo, perdono gioia, soldi e salute.




“Spettacolare” il percorso ma troppo pericoloso il doppio senso di marcia in una strada stretta, tortuosa e priva della linea di mezzeria. Si era detto, ma questa volta ha vinto l'immagine sulla sicurezza, errore imperdonabile vista la più che ovvia inesperienza dei Cadetti alle prime armi con la bici da corsa. Infine l'assicurazione federale: ottima poiché gli atleti sono considerati terzi fra loro, ma non è così facile come sembra fare la denuncia. Prima di tutto bisogna individuare un colpevole perché è il danneggiante che deve avviare la pratica, inoltrando le carte in Federazione, alla Marsch, il Broker, e all'AXA, la compagnia di assicurazioni. E in questo caso il "colpevole" c'era: “ l'atleta del Bellinzago”.
Peccato che a sua volta lui stesso è stato spinto per cui, non ritenendosi colpevole, non avvia le pratiche. In finale i due malcapitati sono costretti a sporgere denuncia e ad oggi, dopo quasi due mesi non abbiamo neanche la certezza che la pratica sia stata aperta. Troppo difficile far valere i propri diritti, poca assistenza dalla Federazione, pochissimo interesse da parte di tutti se non quello immediato di Marco Saliola, di Francesco Fissore e di Roberto Tamburri. I due nostri atleti, primo e secondo ai Campionati Italiani, inseriti nei raduni CIR come atleti più promettenti dalla stessa Federazione, come sono tutelati? Se invece che il danno "permanente" della bicicletta fosse stato quello dell'atleta, come si sarebbe posta la Federazione? Ho visto, e non è la prima volta, il terrore negli occhi dei genitori; genitori che domani possono essere quelli della vostra società o quelli come me, e ce ne sono tanti, che credono a tal punto nel triathlon da farlo fare ai propri figli, i nostri figli, i nostri atleti, atleti che non possono essere mandati allo sbaraglio. C'è da pensare seriamente per il futuro sulle scelte che si fanno, sulla sicurezza e sulla tutela degli associati. Un danno di immagine, soprattutto in campo giovanile, non può altro che ostacolare le possibilità di crescita del nostro sport. E come la mettiamo con la responsabilità morale? Come potremo evitare il ripetersi di situazioni pericolose per gli atleti in nome di un presunto spettacolo?
IRONIA DELLA SORTE. La stessa vicenda è successa la settimana seguente nella Finale della Coppa Triathlon Lazio di Santa Marinella ad un altro nostro atleta, Emiliano Paltrinieri, caduto all'ingresso della zona cambio a seguito di una spinta di un concorrente. Anche per lui, vittima di danni fisici e materiali, gli stessi problemi, chi lo ha fatto cadere? La risposta di Emiliano è più che significativa: "non conosco tutti quelli che gareggiano, aveva un body nero, ma non ho visto il pettorale; quando sono caduto ero preoccupato di quello che mi ero fatto non di chi mi ha fatto cadere. Poi sono andato subito al Pronto Soccorso in ambulanza e non ho avuto neanche il tempo di recuperare le mie cose. Ma se ero a Bardolino, avrei dovuto sapere i nomi di tutti i 1000 e passa concorrenti?" anche per lui ancora nessuna risposta.

Marco Comotto



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